la nostra notte degli Oscar

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Ce l’abbiamo fatta!

Quest’anno io e Marco siamo riusciti in un’impresa per noi inedita, ovvero guardare tutti i film in lizza per l’Oscar come “miglior film” prima della premiazione, in modo da poterci sostituire – almeno virtualmente – alla giuria ufficiale! 😛

Ecco quindi i nostri voti e il pronostico su chi meriterebbe l’Oscar come miglior film.

oscar_miglior_film_2016

The big short / La grande scommessa: film innovativo che punta a raccontare in modo appassionante una storia potenzialmente noiosissima. Riesce a farti la morale ma contemporaneamente a sottolineare la profonda amoralità dei personaggi e del mondo della finanza, pur creando una forte empatia con i personaggi stessi. Insomma, è tutto ciò che The wolf of wall street avrebbe potuto essere ma non fu. (io ne avevo già parlato qui) Visto al cinema in italiano. Voto: 9

Bridge of spies / Il ponte delle spie: perfetto film in stile Spielberg, tratto da una storia vera che era già perfetta in partenza. Ci ha impressionati in particolare Tom Hanks, che con l’età è riuscito a tirare fuori una caratterizzazione dei personaggi nuova quando tutti pensavano avrebbe continuato a “fare il Tom Hanks”. C’è anche un bravissimo Mark Rylance che ha un silenzio carico di espressione. Quando Hanks preoccupato gli domanda “are you worried?” la sua risposta “Would it help?” è semplicemente perfetta. Visto a casa in lingua originale. Voto: 8.5

Brooklyn: un perfetto film da domenica pomeriggio in divano. Se lo guardi in TV pensi “non male, dai” più che altro perché la storia – semplicissima – è così universale che non può non appassionare almeno un po’. La fotografia smarmellata e certe lungaggini però ce la mettono tutta a far dire allo spettatore “meh”, e talvolta ci riescono. Alla fine ti viene da domandarti come abbia fatto ad arrivare agli Oscar. Visto a casa in lingua originale. Voto: 6–

Mad Max – Fury Road: inizia con la più lunga scena iniziale di sempre, un inseguimento di mezz’ora. Poi capisci che in realtà sarà un inseguimento di due ore e un po’ ci resti male. Poteva essere l’inizio di un nuovo modo di intendere il film d’azione invece non osa abbastanza, peccato: riesce nella difficile impresa di essere contemporaneamente noioso e ansiogeno. In tutto questo l’unica nota positiva sono le brevi scene in cui recita Megan Gale, dove si scopre che sa recitare davvero (ve la ricordate nelle pubblicità vodafone, che forse al tempo era ancora omnitel?) Visto a casa in lingua originale. Voto: 5

The Martian: “Blockbuster per persone intelligenti”, l’hanno definito, ed è vero. Come film di fantascienza non lega nemmeno le scarpe a un gigante recente come Interstellar però come quest’ultimo tratta il grande tema fantascientifico degli anni dieci: la lotta dell’uomo contro le avversità – talvolta da egli stesso create – mediante l’intelligenza e la scienza. Presenta pochi spazi ai sentimentalismi e pochi veri colpi di scena, il vero oggetto del film è la costante lotta del protagonista contro la natura, soverchiante, che il vero antagonista. Non ci sono uomini cattivi e doppiogiochisti; neanche uno che pensi di fare il suo interesse a discapito degli altri. Si esce dalla sala con una certa fiducia nell’umanità. Visto al cinema in italiano. Voto: 8

The Revenant: una palla inenarrabile. Iñárritu racconta una storia il cui finale è scritto dall’inizio – addirittura nella locandina – e lo fa con un passo lentissimo, che però non ha il tocco magico dei grandi autori. I paesaggi bellissimi non bastano a giustificare una vicenda che spesso risulta grottesca e l’interpretazione di Di Caprio è adatta al personaggio ma al di sotto delle proprie possibilità. La beffa finale per lui da parte dell’Academy sarà che probabilmente vincerà l’Oscar come miglior attore per il film nel quale ha recitato peggio (addirittura nella maggior parte del tempo non può nemmeno parlare). Un’occasione clamorosamente sprecata. Visto al cinema in italiano. Voto: 4

Room: Averlo visto senza sapere nulla, nemmeno un accenno della storia, sicuramente ha contribuito a farcelo piacere. Room è un film ben girato e splendidamente recitato che non si perde mai in fronzoli inutili mentre racconta con abilità una storia difficile e pesante. Raramente ci era capitato di non riuscire a stare fermi durante un film e incitare i protagonisti come fanno certi tifosi durante le partite: con Room l’abbiamo fatto praticamente dall’inizio alla fine. Forse non è un film da oscar, ma i suoi personaggi (e l’interpretazione di Brie Larson) decisamente sì. Visto a casa in lingua originale, peraltro consigliata. Voto: 8.5

Spotlight / Il caso spotlight: Il classico film americano sul giornalismo d’inchiesta. Ben girato, ottimi attori e una storia importante e vera che sicuramente andava raccontata. Mancano i colpi di scena che sembrano sacrificati in nome dell’importanza dell’argomento trattato, di conseguenza si esce dalla sala giustamente indignati e con l’impressione di aver assistito ad una grande storia di grande giornalismo ma non ad un grandissimo film. Avrebbe quasi potuto avere più successo come documentario. Visto al cinema in italiano Voto: 7

Qual è il nostro pronostico? Secondo noi la statuetta dovrebbe andare a La grande scommessa perché è un film innovativo, recitato bene, appassionante e a tratti divertente anche se lascia con l’amaro in bocca. Un film di denuncia diverso dal solito, che ha tutti i numeri per diventare un classico se gli si darà lo spazio che merita.

È comunque molto interessante che quasi metà dei film in lista siano tratti da storie vere e tendenzialmente molto fedeli (escludiamo Revenant perché il diario di un mitomane del ‘800 potrebbe non sembra proprio una fonte attendibile). A questi si aggiunge Room, che benché tratto da un romanzo, riporta alla mente situazioni tristemente molto realistiche.