fenomenologia della sciata (ovvero tutti con il casco!)

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Ieri sono andata a sciare con la mia famiglia, dopo due inverni in cui non sono riuscita a mettere gli sci ai piedi.
Giornata stupenda, neve ottima nonostante fosse per lo più artificiale, temperatura piacevole, piste non troppo affollate, compagnia perfetta. (eravamo a Zoldo Alto, comprensorio del Civetta).

Mentre me ne stavo seduta in seggiovia e guardavo il mondo scorrere sotto di me, ho notato che tutti gli sciatori avevano il casco. Anche nelle piste, nella fila per la cabinovia, ai punti ristoro: piccoli, grandi, anziani, con abbigliamento supertecnico o con la tuta intera con disegni fluorescenti, tutti indossavano il casco.

Prima del 2003 nessuno usava il casco sulle piste da sci, poi con una legge (la 363/2003) è diventato obbligatorio per i bambini fino a 14 anni, ma in realtà in pochissimo tempo – poco più di 10 anni – è entrato in uso per tutti.
Nonostante sia un “dispositivo di sicurezza”, non è mai stato percepito come un accessorio da sfigati o un’imposizione inutile, tant’è che è stato adottato anche senza un obbligo formale.

Nel suo piccolo trovo sia un dato incredibile: la comunità degli sciatori ha scelto liberamente un comportamento più scomodo e più oneroso, ma che la protegge e tutela. Ha scelto ciò che gli fa bene – a lungo termine – anziché l’abitudine, il rischio, la moda.
Non solo, in brevissimo tempo la moda è diventata avere il casco, trasformando così un comportamento responsabilee quindi, diciamolo, un po’ noioso per definizione – nella normalità.

Sicuramente per il ventenni di oggi si tratta anche di un’abitudine imparata da piccoli e bisogna considerare che gli sciatori, e in generale coloro che amano la montagna, sono in media più abituati a darsi delle regole di buon senso, ma credo che sia un importante cambio culturale.

E ieri, guardando quei caschetti colorati scendere sulle piste bianche sotto alle cime illuminate dal sole, pensavo che c’è speranza e che forse ce la faremo a fare scelte più consapevoli, con benefici a lungo termine per tutti. E forse ci arriveremo prima della lenta e pesante macchina burocratica.

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PS: io non ho il casco non per spirito ribelle o per chissà quale motivo nobile, semplicemente scio talmente poco ultimamente che non ho mai pensato di acquistarlo. Ma mi sa che per la prossima stagione provvederò! 😉