ci vuole vento pioggia e sangue nelle vene

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due maxischermi su tre!

Sabato sera sono andata al concerto di Jovanotti allo Stadio Euganeo di Padova.
E’ venuto giù il diluvio: neanche il tempo di tre canzoni, i maxischermi hanno cominciato a bruciarsi ed è partita l’amplificazione del microfono. Concerto sospeso. Noi eravamo nel prato, ci siamo bagnati fino alle mutande e nuotavamo nelle scarpe, ma nel giro di qualche minuto hanno aperto i cancelli delle gradinate e ci hanno fatto salire in modo che fossimo un po’ riparati.
Abbiamo aspettato, stringendoci tutti un po’ per sentire meno il vento, allucinati davanti al temporale estivo più lungo che ricordi: fulmini, lampi, tuoni, prato e palco allagati.

Dagli altoparlanti dello stadio dicono che il concerto è sospeso e che a breve l’organizzazione deciderà il da farsi. Ci chiedono di essere pazienti.

Poi piano piano il vento si cheta e la pioggia comincia a scendere dritta e sempre più fina. Sul palco si vedono dei movimenti: si alzano i gazebini che coprono gli strumenti, si accende qualche luce. Aprono i cancelli per tornare nel prato: noi siano ancora fradici, giù pioviggina, decidiamo di tornare sotto al palco. Molti rimangono lì – in un posto per il quale il biglietto costava di più.

Sul palco sempre più tecnici si affaccendano attorno agli strumenti, un tipo comincia a passare il mocio sulla passerella. Il tipo della security davanti a noi, che vedeva vicina la fine del suo turno di lavoro, dice “secondo me non ricominciano“.

I telefoni prendono a malapena: non si riesce a telefonare, niente sms, niente rete, ma per qualche secondo torna il segnale e vedo un tweet di @lorenzojova che dice più o meno stiamo verificando gli strumenti, sembra tutto a posto, dai che riprendiamo e facciamo tutto!

Il concerto poi riprende davvero e, con buona pace dell’omino della security, finisce all’una e mezza passata.
Le luci sono per metà andate, uno dei megaschermi non funziona e rimangono le luci dello stadio accese ma la sensazione di essere un po’ dei survivor, di avercela fatta nonostante tutto, fa il resto: nel pubblico e sul palco c’è adrenalina pura. E anche una complicità inedita dovuta forse al fatto che ci si vede davvero negli occhi, forse al fatto che siamo tutti vestiti con mezzi di fortuna.

Purtroppo il concerto di Jova a Padova verrà ricordato anche per le polemiche di quelle persone che quando ha cominciato a piovere hanno deciso che il concerto sarebbe stato annullato (o si sono fidati dell’omino della security di turno) e se ne sono andati. Salvo lamentarsi poi che non è stato corretto nei loro confronti riprendere il concerto.

Jovanotti nella sua pagina facebook gli ha scritto un post bellissimo (che trovate qui sotto se volete) che ribadisce la sua statura artistica e la sua correttezza, quasi ingenua, nell’affrontare la situazione.

E’ un’artista che si scusa perché ha fatto il concerto nonostante le condizioni atmosferiche avverse. E si scusa con quelli che invece di rimanere lì quella sera come avevano previsto, hanno deciso di tornare a casa perché avevano freddo, erano bagnati, avevano dei bambini.
Voi la vedete l’assurdità di questa cosa? La vedete anche voi l’arroganza di chi pretende che perché le cose non rispondono alle proprie esigenze (concerto con bel tempo, entro l’orario previsto) allora devono essere cambiate per tutti?

Io sabato sono andata a vedere Jovanotti, l’obiettivo della mia serata era ballare e cantare al suo concerto. Certo non pensavo al freddo, all’essere bagnata, all’attesa, ma sono contenta che tutti abbiano fatto il possibile perché il motivo per cui tutti eravamo lì non fosse disatteso.
E metteteci tutta la malizia che volete (costava meno all’organizzazione, l’ha fatto per non dover dare i rimborsi, per non dover trovare un’altra data etc) ma alla fine ha dato un senso alla nostra presenza lì, a quella di tutte le persone che magari avevano fatto molti km, che magari in un altro giorno non avrebbero potuto tornare, che si sono prese acqua e vento.
Quindi grazie Jova, perché è stata una festa e proprio come una festa vera se succede un imprevisto si fa di tutto per festeggiare lo stesso =)

AGLI AMICI DI PADOVA CHE HANNO PENSATO CHE LA SERATA FOSSE FINITA LI’
Scrivo agli amici che a Padova hanno deciso di andarsene dopo la “tempesta”. Prima di tutto sappiate che mi dispiace e non considero senza senso la vostra incazzatura o amarezza. Ho saputo che alcuni di voi, pensando che il concerto non avrebbe ripreso ha lasciato lo stadio. Risalendo sul palco non l’avrei mai detto, anzi mi sembravate di più che all’inizio, forse era la voglia di ripartire. Mi dispiace che abbiate deciso di andare via pensando che fosse finita lì (chi ve lo ha detto?), mi dispiace che abbiate preso l’acqua, che vi siate persi la ripresa del concerto, perchè è il “nostro” concerto e siete venuti allo stadio per passare una bella serata. Nessuno ha mai detto che il concerto non sarebbe ricominciato. C’è stato un nubifragio, d’estate succede, è successo durante molti concerti e se ci sono le condizioni si riprende, anche dopo uno stop lungo.
Abbiamo atteso il tempo necessario per capire se si poteva riaccendere in sicurezza e con tutte le garanzie per il pubblico.
Quando ci hanno assicurato che la tecnologia (strumenti, impianto ecc.) era in grado di funzionare io e la band siamo risaliti e non abbiamo tagliato nemmeno una canzone dalla scaletta. Durante la pausa mi hanno detto “il pubblico non va via, sono tutti lì” e io non sono in grado di vedere se, di 37mila persone, ne manca qualcuna. Le mie informazioni al momento della ripresa erano che c’eravamo tutti, bagnati fradici ma tutti lì per il concerto.
E’ il rock’n’roll, è la musica live. C’è chi suona sotto i bombardamenti, figurateci se ci lasciamo intimidire da un temporale di stagione, per quanto violento. Ci si ferma, si spegne l’impianto, si asciuga quello che serve e passa la tormenta si riaccende e si ricomincia.
Vorrei fare gli occhioni che fa John Belushi alla sua fidanzata incazzosissima ne ” i blues brothers” ma io a differenza del suo personaggio non vi ho tradito, non vi ho abbandonato, non vi ho trascurato, anzi!!! ma una cosa l’ho fatta proprio come lui : ho fatto di tutto per salire su quel palco e attaccare la prossima canzone.
Sono sicuro che Zed , che è un organizzazione ottima, davvero una delle migliori tra quelle di promoter di concerti , troverà il modo di riconfermare la vostra fiducia.
Io quello che posso dirvi è che ho fatto il concerto fino in fondo perchè quello è il mio modo per non tradire la fiducia di chi è venuto lì .
Per ora vi saluto e non vi chiedo di non essere arrabbiati con me, capisco che sono io quello con la faccia sul manifesto quindi cosa posso pretendere? è vero, anche se io, quello sul manifesto, sto sul quel manifesto proprio perchè piuttosto che annullare un concerto già iniziato e con 37mila persone… me lo faccio a nuoto!