in bilico

posted in: arts, epiphanies | 0

Ultimamente sto frequentando un laboratorio di espressione corporea, che detta così può sembrare tutto e niente.
In verità non c’è un termine che possa descrivere con più precisione quello che facciamo: esploriamo le possibilità del corpo per esprimere qualcosa.

In uno degli incontri abbiamo sperimentato la sensazione di stare in bilico.
E’ quel momento preciso in cui due forze ti attraversano il corpo; da una parte i nervi, i  muscoli, la volontà ti tendono verso l’alto, mentre dall’altra la gravità e il peso ti spingono verso il basso.

E’ una situazione realmente precaria: non è solo restare in punta dei piedi, ma è spingersi al limite dell’equilibrio, lasciando gravare il peso nello spazio vuoto anziché su un punto d’appoggio sicuro.

Il movimento seguente e la sua poesia dipendono tutte da quel momento, da quella tensione che rende necessario creare qualcosa di diverso da quello stato in cui, è evidente, non si può restare a lungo.

Stare davvero in bilico è faticoso, il corpo tende a mettersi al sicuro, fingendo una instabilità che non c’è.
E’ anche doloroso, le vesciche sotto i miei piedi ne sono la prova.

Ma quando ci riesci, in quel brevissimo istante in cui sei sospeso, letteralmente, senti di avere davvero l’occasione di creare qualcosa di bello.
A partire dal vuoto, dal niente.